Next Generation Fishery

Pesca e acquacoltura nell’Europa del New Normal

Calendar icon  Monday 12 October 2020
La popolazione del nostro pianeta raggiungerà presto i 9 miliardi di persone. Stiamo affrontando una crisi climatica senza precedenti e ripristinare la salute dei nostri mari e oceani è la chiave per la nostra sopravvivenza. L’UE si è impegnata attraverso il Green Deal europeo a rendere l’Europa il primo continente climaticamente neutro entro il 2050. La pesca e l’acquacoltura fanno parte di tale accordo e sono indispensabili per creare un sistema alimentare sostenibile per il futuro a vantaggio degli oceani, dei consumatori e dei pescatori. Virginijus Sinkevičius, marzo 2020

La crisi COVID-19 ha avuto un impatto potente determinando contenuti e tono di voce, e l’obiettivo, oggi, è inquadrare la fine di un ciclo di programmazione e il superamento della logica di emergenza, anche comunicativa, focalizzata sul qui e ora, aprendo alle priorità future, alle strategie e ai valori europei più rilevanti.

A marzo 2020, Virginijus Sinkevičius, Commissario europeo per l’ambiente, gli oceani e la pesca, ha introdotto il documento con le informazioni e gli indicatori chiave sul settore della pesca e dell'acquacoltura, nel quadro della politica comune europea.

E se la sostenibilità ambientale, economica e sociale rappresenta una delle sfide più rilevanti e trasversali alle strategie europee per la crescita dei Paesi membri, non è la sola a caratterizzare la visione comune europea. Soprattutto nel contesto del new normal, la nuova normalità innescata dall’accelerazione di tendenze prodotta dalla crisi COVID-19. L’innovazione, infatti, intesa sia in chiave tecnologica, ad esempio attraverso la strategia “Shaping Europe’s Digital Future” della Commissione, sia come spinta culturale al cambiamento, è tra i pilastri del futuro comune europeo.

A fare sintesi della visione europea è stata la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen descrivendo nel discorso sullo stato dell’Unione 2020 le linee guida fondamentali del Next Generation EU, lo strumento europeo di emergenza per la ripresa. In particolare, ha spiegato, il 20%di NGEU sarà investito sul digitale e il 37% destinato agli interventi del Green Deal europeo.

Nello scenario tracciato verso l’Europa 2030, caratterizzato dagli sforzi per la transizione digitale e la transizione ecologica, la pesca e l’acquacoltura giocano un ruolo rilevante e contribuiscono al raggiungimento di un’Unione climaticamente neutrale. Tra i pilastri ideali del futuro europeo, tre possono contribuire a descrivere l’avanguardia del settore:

  • sostenibilità, perché nonostante i miglioramenti, alcune sfide restano aperte su questo tema, come rileva anche la comunicazione della Commissione “Verso una pesca più sostenibile nell’UE: situazione attuale e orientamenti per il 2021”;
  • innovazione, valorizzando il ruolo che la recente crisi ha avuto in termini di accelerazione di pratiche innovative e orientate alla resilienza anche nei settori della pesca e dell’acquacoltura;
  • nuova generazione della pesca e dell’acquacoltura, per l’inclusione nel settore di giovani pescatori e acquacoltori, la promozione di nuove competenze e la valorizzazione del lavoro femminile.

Sostenibilità: pesca e acquacoltura per l'Unione Europea climaticamente neutrale

Al 31/08/2020 sono oltre 532 i milioni di euro impegnati sul totale delle risorse Feamp, per un valore pari al 54,32% della dotazione finanziaria complessiva.

Nello specifico, oltre 186 milioni di euro risultano impegnati, per un importo pari al 99,94% della dotazione della priorità 1, e più di 123 milioni di euro risultano già pagati per il sostegno a una pesca sostenibile sotto il profilo ambientale, efficiente e innovativa.

Alla stessa data, risultano impegnati complessivamente oltre 64 milioni di euro, pari al 74,25% della dotazione prevista, e pagati oltre 34 milioni di euro per il conseguimento degli obiettivi della priorità 2, relativa a un’acquacoltura sostenibile, efficiente e innovativa.

Ha dichiarato il Commissario Sinkevičius: ≪Il 2020 è un anno fondamentale per la pesca dell’UE≫. Si tratta, infatti, dell'anno in cui tutti gli stock valutati scientificamente dovrebbero essere pescati in linea con il principio del rendimento massimo sostenibile - la quantità massima di pescato che si può catturare senza danneggiare gli stock ittici, qui e qui per saperne di più .

In concreto, ha spiegato il Commissario, significa che dovremmo catturare solo una quantità di pesce tale da non ostacolare la rigenerazione degli stock. Un obiettivo alla portata, secondo i dati restituiti nel documento Facts and Figures on the Common Fisheries Policy - edizione 2020. Nel 2017, infatti, nel Mar Mediterraneo gli scienziati hanno censito 40 stock di cui solo 5 sono stati valutati come superiori al rendimento massimo sostenibile. Nel 2019, invece, quasi il 100% degli sbarchi di stock ittici gestiti esclusivamente dall'UE ha raggiunto il livello di rendimento massimo sostenibile.

Nonostante i miglioramenti, alcune sfide restano aperte. Lo rileva, infatti, la comunicazione della Commissione “Verso una pesca più sostenibile nell’UE: situazione attuale e orientamenti per il 2021”, pubblicata a giugno 2020. A causa dell’impatto del Covid-19 le proiezioni finali per il 2020 restano incerte e nel caso del Mediterraneo gli sforzi per la conservazione ittica devono continuare. In particolare, l’applicazione dell’obbligo di sbarco resta una preoccupazione. L’invito della Commissione è rafforzare l’adozione di strumenti di controllo tra cui i sistemi di monitoraggio elettronico a distanza.

Mentre la proposta che abroga il Regolamento (UE) n. 508/2014 e che è destinata a disciplinare il Fondo per gli Affari Marittimi e la Pesca nel ciclo di programmazione 2021/2027 è in via di approvazione, dalle strategie e dalla comunicazioni ufficiali emerge già il forte orientamento alla sostenibilità come pilastro per il futuro del settore.

In generale, nel riaffermare la centralità di un’economia blu sostenibile, la proposta della Commissione per il quadro finanziario pluriennale 2021-2027 fissa un obiettivo globale più ambizioso per l’integrazione delle azioni per il clima in tutti i programmi dell’Unione, portando al 25% il contributo della spesa dell’Unione agli obiettivi in materia di clima.

Inoltre, come reso esplicito nelle comunicazioni ufficiali, la strategia “Dal produttore al Consumatore”, parte integrante del Green Deal europeo, stabilisce un nuovo approccio per garantire che la pesca e l’acquacoltura contribuiscano al processo di una transizione giusta verso un sistema alimentare solido, sostenibile e resiliente. In particolare, per quanto riguarda la sostenibilità del settore, gli orientamenti vanno verso:

  • la lotta alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN);
  • il rafforzamento della governance degli oceani, la cooperazione in ambito marino e la gestione delle zone costiere;
  • la definizione di azioni per la riduzione del 50% di antimicrobici per l'acquacoltura entro il 2030;
  • il sostegno mirato per il settore delle alghe, poiché dovrebbero convertirsi in un'importante fonte di proteine alternative.

A livello nazionale e territoriale, il Manifesto 2.0 redatto in modalità digitale dalla Rete Nazionale dei FLAG, attraverso il censimento delle esperienze locali individua alcune buone pratiche da valorizzare per affrontare le sfide attuali e connesse alla promozione di una pesca e un’acquacoltura sostenibili. Tra le azioni da valorizzare:

  • la definizione di interventi volti a mitigare i cambiamenti climatici e valutazione dell'impatto socio economico di eventi calamitosi;
  • l’introduzione della certificazione di sostenibilità ambientale msc;
  • l’introduzione di materiali riciclati nei sistemi delle produzioni tradizionali della pesca artigianale;
  • conversione di deiezioni ittiche in fertilizzanti in agricoltura;
  • stimolo all’acquisto o alla produzione di reti da pesca ecocompatibili

Subscribe to the newsletter